Una storia al femminile

Quello che l’Ottocento ha nominato Buon Pastore e oggi è la Casa Internazionale delle Donne, nasce nel 1615 come primo reclusorio femminile laico carmelitano dello Stato della Chiesa, denominato Ospizio della S. Croce per Pentite.

Le Pentite erano espressione del sessismo, dell’emarginazione sociale, del clima persecutorio, delle violenze dentro e fuori la famiglia, in cui viveva la quasi totalità delle donne, qualsiasi età avessero e a qualsiasi ceto appartenessero. Discriminazioni che determinavano il destino singolo e collettivo delle generazioni femminili, colpendo maggiormente le più giovani, povere e indifese.

 

Il complesso, fin dal ‘600 reclusorio femminile fu destinato nel 1983 “a finalità sociali, con particolare riguardo alla cittadinanza femminile (Casa della donna, sede dei movimenti femministi)” (delibera n. 6325 del Comune di Roma), e assegnato, in parte, al Centro Femminista Separatista (CFS), costituito da dieci Associazioni e gruppi del Movimento femminista che, in cambio, lasciarono la Casa della donna di Via del Governo Vecchio.

 

La Casa Internazionale delle Donne è autofinanziata e non ha fini di lucro.  L’impegno comune è di farla crescere nell’attenzione e nell’interesse della collettività: una struttura aperta che guarda al territorio e, nella sua stessa titolazione, al mondo; un laboratorio dove si coniugano politica, impresa culturale e servizi, peraltro non concepiti disgiunti; un centro cittadino, nazionale e internazionale di accoglienza e incontro, promozione dei diritti, della cultura, delle politiche, dei saperi e delle esperienze prodotte dalle e per le donne.

 

Tra i nostri temi resta prioritario quello legato all’autodeterminazione e alle scelte libere sulla salute riproduttiva, ma l’impegno politico, in ascolto delle nuove istanze della società, si è ampliato ad altri ambiti: il contrasto al sessismo e al razzismo, istituzionale e popolare; l’accoglienza e il sostegno alle donne in difficoltà e/o vittime di violenza; la legalità, contro le mafie e la criminalità organizzata; la giustizia ambientale, in relazione con i nuovi movimenti; una nuova visione della città e dell’organizzazione urbana; la cooperazione internazionale; l’attenzione e il sostegno alla produzione artistica femminile, dalle registe, alle scrittrici, alle pittrici. E altro ancora. Il magnifico scenario della Casa internazionale è abitato da eventi di teatro, musica e spettacolo sempre più numerosi e d’alto spessore, che rendono la Casa Internazionale delle Donne un centro propulsore della cultura e delle azioni delle donne.